Facciamo chiarezza e partiamo dall’inizio, dando a Cesare ciò che è di Cesare.

Lo schiaccianoci è anzitutto una fiaba e non una favola, pubblicata a Berlino nel 1816 e scritta da Ernst Theodor Wilhem Hoffmann (1776-1822) con il titolo di Schiaccianoci e il Re dei topi (Nussknacker und Mausekönig). Importante esponente del Romanticismo tedesco, Hoffmann non fu solo scrittore ma anche compositore, grande appassionato di Mozart tanto da modificare il suo nome di battesimo completo nella versione più nota di Ernst Theodor Amadeus (abbreviato in E.T.A.). In campo musicale ricordo la sua opera in tre atti Undine su libretto di Friedrich Heinrich Karl de La Motte-Fouqué, rappresentata per la prima volta sempre a Berlino nello stesso anno 1816.

La fiaba Lo schiaccianoci del 1816 venne poi tradotta in francese nel 1838 e quindi rielaborata nel 1845 da Alexandre Dumas (1802-1870). Mi riferisco al Dumas senior, o “padre” che dir si voglia, perché ebbe un figlio omonimo anch’egli divenuto scrittore e famoso come autore de La signora delle camelie. Dumas senior, fautore della rielaborazione de Lo schiaccianoci che ottenne grande successo, è stato un celebre romanziere e iniziatore della letteratura popolare, autore di capolavori come I tre moschettieri, Il conte di Montecristo, Robin Hood… Inoltre, il 5 dicembre 2020 si sono celebrati i 150 anni dalla sua morte.

In seguito, è stata proprio la versione di Dumas ad ispirare la nascita del famoso balletto che debuttò il 18 dicembre 1892 al Teatro Imperiale Mariinskij di San Pietroburgo. Ancor oggi il balletto de Lo schiaccianoci è tra i più rappresentati in tutto il mondo durante le festività natalizie, su musiche del compositore russo Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840-1893), coreografie di Lev Ivanovič Ivanov, libretto di Ivan Vsevoložskij e Marius Petipa dal racconto Nussknacker und Mausekönig di E.T.A. Hoffmann nella versione Histoire d’un casse-noisette di Alexandre Dumas padre.

Attenzione che le coreografie di questo balletto sono opera del russo Lev Ivanovič Ivanov, dal 1885 assistente del più noto ballerino, coreografo e maestro di ballo francese Marius Petipa (1818-1910), che proprio nel periodo della preparazione de Lo schiaccianoci si era ammalato, ma aveva lasciato precise indicazioni sul da farsi al suo assistente.

Tratto peculiare di questo balletto è che segna l’inizio del balletto cosiddetto borghese, grazie alla commistione tra il mondo magico della fiaba e la quotidiana realtà, per l’appunto, borghese.

Per chi volesse farsi un’idea più precisa delle diverse versioni della fiaba vi consiglio il seguente libro che confronta le fiabe tradotte di E.T.A. Hoffmann e di Alexandre Dumas:

Per quanto riguarda il balletto, consiglio la visione del seguente dvd:

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