Ha scritto e scrive musica per diversi programmi televisivi della Rai (dal talk show politico “Ballarò” di Rai 3, passando da “L’altro ‘900 – Vasco Pratolini” di Rai Cultura, fino a “Il tempo e la storia” di Rai Storia, e molti altri). Scrive colonne sonore per film, incide negli USA, senza trascurare il repertorio sinfonico e cameristico. Indaghiamo assieme il mondo di un compositore versatile e leggiamo il suo personale ricordo del maestro Ennio Morricone.

Lei è un compositore versatile; scrive colonne sonore per film, per trasmissioni televisive e musica cameristico sinfonica. Quali sono le difficoltà e le differenze sostanziali di questi generi?

Grazie! Riguardo alle colonne sonore la difficoltà sta nel trovare i leitmotiv calzanti al film e nello stesso tempo realizzare adeguate variazioni degli stessi. In base alla vicenda, all’ambientazione, alle caratteristiche dei personaggi, si può andare da elementi musicali semplici a elaborate costruzioni sinfoniche. Ciò condiziona anche l’aspetto orchestrale della musica stessa. Importante è che lo stile del compositore venga sempre riconosciuto. Nel campo della musica cameristico sinfonica l’approccio con la materia musicale è diverso. Sicuramente in questo periodo storico la musica cameristico sinfonica trova una maggiore libertà di costruzione e di trattamento rispetto al passato. Importante è che lo stile del compositore sia riconoscibile e allo stesso tempo che sia comprensibile e chiaro il messaggio che si intende trasmettere.

Ha da poco terminato di comporre la colonna sonora per il film “Sympatheia” scritto e diretto da Paolo Ferrazza, regista di TV 2000, in uscita nel 2021. Ci potrebbe spiegare come ha affrontato la scrittura della musica per questo film? Di cosa si tratta? Come ha scelto l’organico e i materiali tematici e motivi utilizzati?

Con il bravissimo regista Paolo Ferrazza siamo stati compagni di banco alle superiori e sempre molto amici. Mi ha contattato un giorno e mi ha proposto di comporre la colonna sonora di un film scritto e diretto da lui. Letta la sceneggiatura ne sono rimasto favorevolmente colpito. È un film che dà molti stimoli creativi sia per le differenze di personalità dei vari personaggi che per l’intreccio delle stesse. Sono partito quindi dalle caratteristiche dei singoli personaggi per la creazione del main theme e dei leitmotiv. Nella variazione degli stessi, come di consueto, ho seguito lo svilupparsi dell’azione. L’organico strumentale è abbastanza tradizionale, come necessita il film, anche se in determinate variazioni ho usato il sax. Non voglio anticipare la trama, posso solo dire che si svolge in Abruzzo e che passa da momenti drammatici a momenti più rilassati, a momenti ironici, con un lieto fine.

Tra i vari CD al suo attivo c’è “Radiance” del 2018 che propone una miscellanea di autori vari tra cui anche il suo “Adagio e Allegro” nell’esecuzione della flautista Patricia Lazzara. Come mai ha scelto una collaborazione statunitense? Secondo lei il mercato discografico degli States ha una sensibilità maggiore verso la musica classica rispetto all’Italia e più in generale all’Europa?

Il compositore è cosmopolita e svolge la sua professione senza confini territoriali. Il mercato discografico negli USA ha una maggiore sensibilità verso la musica classica contemporanea. Ho trovato inoltre più meritocrazia. Il mio brano “Adagio e Allegro” facente parte del CD “Radiance”, nella bellissima esecuzione della grande flautista americana Patricia Lazzara, dopo l’uscita sul mercato discografico statunitense è stato piacevolmente, a mia insaputa, diffuso da vari emittenti statunitensi e canadesi ed eseguito in varie sale e chiese sempre negli Stati Uniti d’America. Come è stata una grande soddisfazione sapere che il CD “Radiance” ha avuto la candidatura al Grammy Awards 2019. Per farla breve, nel nuovo continente quando la musica è di qualità “cammina da sola”. Senza nulla togliere al mondo musicale italiano ed europeo.

Maurizio Balzola

Nel 2001 lei ha rivestito il ruolo di responsabile della sezione musica presso la società di produzione Lux Vide interagendo con compositori del livello di Ennio Morricone. Che ricordo ha del Maestro?

Il ricordo che ho di Ennio Morricone come musicista, è superfluo dirlo, è quello di un genio che aveva la capacità di “vedere” il film dall’alto e di scendere nei particolari con una visione totale dell’opera filmica. La colonna sonora era quella e non poteva essere un’altra. Perfezione assoluta da tutti i punti di vista. Come uomo, dietro un volto autoritario e per certi aspetti enigmatico, si nascondeva una grande sensibilità umana. Dava la sensazione, ed era quella, di una persona che lavorava, senza pensare (ma pur essendone cosciente) al grande musicista che era. Mi ricordo che una volta parlavamo per telefono e siamo scoppiati a ridere quando non si trovava il titolo di un brano facente parte di una Sua colonna sonora, che poi alla fine venne fuori. Un uomo fondamentalmente semplice, modesto e umano.

Lei tiene masterclass e corsi di composizione di musica per la televisione e per il cinema in varie Accademie internazionali e al Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno. Che idea si è fatto dell’insegnamento della musica ai tempi di oggi, in Italia?

L’Italia ha una grande tradizione musicale sia dal punto di vista compositivo che didattico. Forse si necessiterebbe di una maggiore modernizzazione di metodo e organizzativa. Processo che però è in atto.

Come si diventa compositori e qual è la principale raccomandazione che dà ai suoi allievi?

Compositori si diventa, prima di ogni cosa, con uno studio assiduo e con grande spirito di sacrificio, seguendo le direttive dell’insegnante e nello stesso tempo essendo propositivi. Ai miei allievi, oltre a questo, consiglio sempre di restare a contatto con la propria creatività interiore, cercando, anche con l’aiuto dell’insegnante, di trovare i propri punti di forza musicali al fine di svilupparli e di rafforzare quelli più deboli, che variano a seconda del temperamento di ogni singolo allievo. Bisogna prendere progressivamente coscienza di sé stessi nel rapporto con la musica e chiaramente ascoltare e analizzare le musiche dei grandi compositori: questo consente di trovare il proprio ruolo nella musica.

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